La società di Pioggiola nel XVIII secolo

(testo di Francesca Ferrando)

Per capire come fosse composta la società di Pioggiola nella seconda metà del XVIII secolo e ricavare alcune informazioni sulla vita dei suoi abitanti, abbiamo a disposizione due tipologie di fonti archivistiche principali: i registri parrocchiali della chiesa di Santa Maria Assunta e i censimenti della popolazione indetti dal governo francese nel 1769 e nel 1818. I primi restituiscono i dati sui battesimi, i matrimoni e le morti avvenuti a partire dalla seconda metà del XVI secolo e consentono di ricostruire l’andamento demografico della comunità sul lungo periodo. I censimenti, invece, permettono di far luce su altri aspetti come la composizione delle famiglie, le attività lavorative in cui erano impiegati gli individui di sesso maschile e il numero di animali posseduti.

I Registri parrocchiali

I libri parrocchiali della chiesa di Santa Maria Assunta di Pioggiola sono conservati nell’Archivio Dipartimentale dell’Alta Corsica a Bastia. Si tratta di una quarantina di registri redatti tra il 1570 e il 1795 con dimensioni e legature eterogenee, talvolta ricavate da fogli estratti da manoscritti liturgici più antichi (fig. 1).

registri parrocchiali

Nella maggior parte dei casi la lingua utilizzata è il volgare italiano e solo quattro registri, risalenti alla fine del Seicento, sono in latino.
Nonostante la serie sia piuttosto completa, per i primi secoli dell’età moderna non è possibile ottenere molte informazioni sui singoli individui. Sino alla seconda metà del Settecento, infatti, gli intervenienti erano citati solo con il nome di battesimo senza alcun riferimento al nome della famiglia di provenienza o ad altri elementi identificativi. Se il matrimonio era contratto con un/a forestiero/a veniva menzionato il paese natale (molti sposi provenivano da Speloncato e da Olmi Cappella), mentre in altri registri viene nominata anche la frazione di Forcili.
Nel registro del 1665 è presente un elenco degli abitanti del paese, allora 303 persone, suddivise in 81 famiglie, mentre all’interno della legatura di quello del 1652-1661 è inserita una breve lista delle entrate e delle uscite della parrocchia. Del primo gruppo fanno parte le elemosine per la celebrazione di messe a suffragio delle anime del Purgatorio e la riscossione delle decime (36 bacini di segale e 9 di grano), mentre le spese sono relative all’acquisto del pane per il maestro.

I censimenti del 1769 e del 1818

I censimenti rappresentano una fonte preziosa per la storia sociale poiché forniscono un quadro dettagliato della popolazione di un paese, fotografando la struttura, la composizione e le fonti di sostentamento delle singole famiglie che lo compongono. A seconda delle voci stabilite dal legislatore, però, tali strumenti possono essere più o meno accurati e prendere in considerazione aspetti come il possesso di animali da pascolo e il grado di parentela fra loro dei soggetti che fanno parte dello stesso nucleo fiscale.
I censimenti più antichi che coinvolsero la comunità di Pioggiola sono quelli indetti dal governo francese rispettivamente nel 1769 e nel 1818. La struttura dei due documenti è leggermente diversa in quanto il primo prende in considerazione i singoli fuochi e segnala il numero e le specie degli animali posseduti dalle famiglie, mentre nel secondo sono menzionati i mestieri svolti dal capofamiglia e dagli altri membri di sesso maschile.
Nel 1769 Pioggiola era il secondo paese più popolato della Valle di Giussani dopo Olmi Cappella e aveva 381 abitanti di cui più della metà (203) erano bambini e ragazzi. La maggior parte delle famiglie (82 su 105) era di tipo nucleare, ossia composta dalla coppia di sposi e da eventuali figli, quattro erano formate da orfani o da vedovi, mentre 19 erano di tipo esteso e comprendevano più di una generazione di persone imparentate fra loro. In molti di questi casi il padre e la madre del capofamiglia vivevano insieme alla coppia, ai nipoti e agli altri figli non sposati; talvolta però, la coabitazione sembra rispondere a esigenze di natura circostanziale. Marco Maria Giacomo e la moglie Laura, per esempio, accolsero nella propria abitazione il fratello dell’uomo, rimasto vedovo, e i suoi tre figli. Nonostante il censimento del 1769 non menzioni i mestieri degli abitanti, è possibile dedurre la natura agricolo-pastorale dell’economia del paese dal grande numero di animali da pascolo censito. Più dell’83% delle famiglie, infatti, possedeva almeno un cavallo o una coppia di buoi, mentre l’allevamento ovino rappresentava la voce più consistente (fig. 2).

Bestiame

Cinquant’anni dopo, il censimento del 1818 mostra un quadro fondamentalmente invariato con una popolazione di 420 unità composta in buona parte da bambini e ragazzi, e un’economia ancora legata alla pastorizia. L’indicazione del mestiere svolto dagli individui di sesso maschile evidenzia come il 45% degli abitanti del paese fossero pastori (77), il 20% lavoratori/giornalieri agricoli e l’8% piccoli proprietari. Il rimanente 27%, infine, svolgeva mestieri legati alle manifatture (fabbro, sarto, mugnaio, negoziante, calzolaio) o mestieri intellettuali (sindaco, cassiere, guardiano, giudice di pace, sacerdote).

 

Ultimo aggiornamento 26 Ottobre 2022